Trauma da rientro

Dicono che esista un “trauma da rientro” che colpisce tutti coloro che finiscono le ferie e tornano a casa e alla vita di tutti i giorni.

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Lo conosci? Ti colpisce?

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Io sono rientrata oggi nella mia quotidianità e, finite le vacanze, posso dire con certezza che sono felice di essere a casa!

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A dire il vero sono sempre stata amante dello stare a casa, che non vuol dire necessariamente non uscire mai, ma piuttosto non allontanarmi eccessivamente dal mio territorio e, da adolescente, confrontandomi con i miei coetanei che avevano sempre la valigia pronta, questa tendenza mi faceva sentire “diversa”.

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Anche oggi, di fronte a racconti memorabili di super vacanze, non ti nego che mi sento un po’ a disagio, io che con i miei quasi 40 anni evito le vacanze “fiume” preferendo di gran lunga quei “3 giorni fuori” che, a parer mio, ti arricchiscono senza stravolgere il tuo spazio vitale!

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E confesso che da qualche giorno non mi sento più un’aliena quando ammetto che non amo i lunghi viaggi e le lunghe permanenze fuori dal mio territorio: questo è stato possibile grazie al provvidenziale intervento di Andrea Giuliodori che scrive così:

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E quindi ne deriva che

(da Sapiens di Yuval Noah Harari)

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Il nostro bisogno di “viaggiare” quindi, è molto “romantico”, ma potrebbe non essere ciò di cui abbiamo bisogno tutti per “stare bene” e sentirci “completi”.

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Tu che ne pensi?

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La Figurina – Pinterest

Sei pronto per Capodanno?

No, non sto scherzando: il vero Capodanno non è il 31 dicembre, ma il 1’ settembre.

La fine dell’estate e delle vacanze, infatti, corrisponde ad un vero e proprio inizio, tanto a livello scolastico, quanto a livello lavorativo.

Settembre è anche il mese della ripresa, quello in cui si può riavviare con maggiore vigore e lucidità ogni attività temporaneamente arrestata ad agosto e quello in cui si può dare il via ai nuovi progetti pensati e pianificati fino alle ferie.

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Il mio settembre sarà molto “diverso” e all’insegna della consapevolezza: ho studiato molto in questi mesi per imparare ad apprezzare il “qui ed ora” e tutte le letture mi hanno condotta verso la via del “minimalismo”.

Questa settimana di vacanza mi è servita a riordinare le idee, anche se, a dire il vero, ero partita già avvantaggiata, dopo aver fatto il decluttering di un frigo strapieno e caotico e parzialmente di una scrivania piena di cianfrusaglie!

Ho in mente di riprendere il processo di selezione e depurazione e man mano arrivare ad ottenere lo spazio necessario per sentirmi finalmente “bene” e in pace.

E tu sei pronto per questo Capodanno?

“Qualunque cosa tu faccia non pensare mai a cosa diranno gli altri, segui solo te stesso, perché solo tu nel tuo piccolo sai cosa è bene e cosa è male, ognuno ha un proprio punto di vista, non dimenticarlo mai, impara a distinguerti, a uscire dalla massa, non permettere mai a nessuno di catalogarti come “clone di qualcun altro. Sei speciale”.

Richard Bach

Vacanze multiculturali

#mammainvacanza – giorno 4

Vacanze multiculturali?

Si può… anche in Italia!

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Mi impegno ogni giorno a spiegare a mio figlio che “straniero” non equivale a diverso, o peggio “inferiore”, o peggio ancora “cattivo”.

Mi torna in mente la lezione che fece la mia insegnante di greco del liceo sui canoni di bellezza della Grecia antica, dove bello era sinonimo di buono e brutto di cattivo.

Per associazione, quindi, straniero=brutto=cattivo!

Questo è il messaggio che media e voci ignoranti vogliono far passare, ma non è il messaggio che voglio trasmettere io a mio figlio.

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Urge una differenziazione necessaria: straniero è colui che viene da altre parti del mondo; delinquente è colui che commette reati, quale che sia la sua nazionalità!

Dai delinquenti bisogna stare alla larga, dagli stranieri no!

Assodato questo concetto base, poi è tutto in discesa!

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In questa vacanza stiamo conoscendo persone di varie nazioni: ieri abbiamo conosciuto George, irlandese con il tipico gonnellino e ci siamo ripromessi di andarlo a trovare in Irlanda.

Il controllore del nostro autobus era Eddi, un marcantonio di quasi due metri, nigeriano, simpaticissimo!

La figlia della signora che fa le treccine aveva un nome strano che non ricordiamo, ma abbiamo giocato anche con lei che è del Ghana.

Insomma, gente interessante ne abbiamo, ma se qualcuno “si dimentica” di salutare (senza fare di tutta l’erba un fascio)… potete scommettere che è Italiano!!!

Allora, basta con tutte queste discriminazioni: capisco di non poter cambiare il mondo, ma almeno in casa mia cerco di dire e fare cose giuste, in considerazione del fatto che, in futuro, se mio figlio vorrà andare a studiare o a lavorare all’estero, sarà anche lui uno straniero e non vorrei mai che venisse maltrattato per questo!!!

Cambiare atteggiamento

#mammainvacanza – giorno 3

Tempo per riflettere ne abbiamo?

Si! Ed era questo l’obiettivo di questa vacanza, organizzata a misura di bambino.

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Guardo io mare al tramonto e mi mette sempre un po’ di tristezza: un altro giorno sta per finire e questa vita ci scivola dalle mani, talvolta senza che riusciamo a darle un senso!

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Cambiare atteggiamento si può?

Si… e si deve!

A questo proposito voglio consigliarvi un post davvero interessante che ho ricevuto questa mattina via newsletter: è la raccolta delle “💯 buone abitudini quotidiane per cambiare vita” scritto da un grande ispiratore: Andrea Giuliodori!

Articolo QUI

Io, che sono partita in vacanza col mio taccuino, mi sto appuntando le abitudini che mi interessano e che, per il momento, sono compatibili con il mio essere mamma di un bimbo piccolo.

Vi consiglio di fare lo stesso, magari il tramonto non vi sembrerà più così triste!!!

Trarre insegnamenti da ogni persona che conosciamo: si può e si deve!

Sabato sera ho trascorso una delle più belle serate degli ultimi tempi, nonostante il caldo afoso (e anomalo) della notte aquilana e nonostante un ristorante un po’ strettino che però ha preparato un’ottima pizza Napoli!

Quella stessa sera ho avuto modo di “scoprire” una giovane donna che conoscevo già, ma solo formalmente.

Chiara è una professionista di successo, ricopre un ruolo di prestigio ed è arrivata dove sta solo con impegno, sacrifici e tante tante tante ore di studio.

Lei è la donna tosta che non abbassa lo sguardo: se ha ragione, per farsi valere e, se si accorge di avere torto, per assumersi le sue responsabilità.

Chiara è una donna bellissima che deve subire “anche” il pregiudizio degli uomini, in quanto donna e plausibilmente persuasiva sotto altri aspetti (ah… come siamo in basso, miei cari!!!), e delle donne, in quanto molto spesso invidiose!

Si parlava di lavoro, carriera, figli, scelte e rinunce: nella nostra società, purtroppo, il fatto di avere figli è un “handicap” della donna che, inevitabilmente, viene “accusata” di non poter essere più quella che era! (…e di questo pregiudizio dobbiamo ringraziare chi, nei secoli, di questa meraviglia della maternità – perché è proprio una meraviglia – ne ha approfittato, danneggiando se stessa e tutte le altre donne!)

Non è così!

Posso dirvelo con cognizione di causa perché sono mamma e, onestamente, per quanto sia decuplicata la stanchezza, credo di essere molto migliorata in termini di organizzazione, gestione del tempo, autocontrollo e automotivazione… ma questa è un’altra storia!

La chiacchierata con Chiara, intermezzata da mio figlio e dalla sua vivacità fisiologica, ha gettato una luce su due zone d’ombra che ristagnavano nella mia testa!

“Arrendersi” al pregiudizio che ci vuole “mamme” e quindi professionalmente limitate?

No, grazie!

Chiara dice “ho studiato e lavorato una vita per essere dove sono… di fare passi indietro non se ne parla” e allora?

Allora ci si organizza… si suda, si fatica… ma alla fine si riesce a portare il passo, anche senza diventare “stronze anaffettive”!

Io sono nella fase della grande fatica umana e professionale, fatto di pochissime ore di sonno e di un considerevole numero di caffè quotidiani e in questo momento di demotivante stanchezza, mentre sento forte l’istinto di buttare tutto all’aria, ho capito che devo resistere!

Questo è solo un passaggio, che, tra l’altro, mi sta insegnando davvero molto… e arriveranno i tempi in cui, dalla mia vetta, potrò godermi il paesaggio e ringraziare Dio (…e Chiara) per non aver mollato la salita, neanche quando mi tremavano le ginocchia e mi sembrava uno sforzo del tutto inutile!!!

Potrà sembrare sciocco dirlo (…anzi scriverlo!!!), ma sapeste quanto fa bene allo spirito!!!

Migliorarsi sempre si può?

NO! Si deve!

Ma questo lo canta anche Jovanotti, perché “il destino del mondo punisce chi ha le ali e non vola”!

Abbiamo il dovere di migliorare noi stessi, senza per forza dover imitare uno stereotipo, ma per rispetto della nostra umanità!

Non è più tempo di tirare i remi in barca e giocare a fare la Barbie!

Il mondo di Barbie è pieno e, come spiega il mio “ispiratore” Andrea Giuliodori (chi è Andrea Giuliodori e perché lo seguo? …lo scoprirai tra qualche post!) non sarà certo l’aver scoperto la salaminchia Giapponese a farti risalire la china!!!

Chiara è stata straordinaria: probabilmente senza saperlo, mi ha guidata verso la risposta ad una domanda che mi tormentava da giorni… quale?

Cosa ne faccio di questo blog?

…nel prossimo post ve lo racconto!

Per ora, grazie Chiara, grazie Andrea …e grazie Giacomo, di cui non ho parlato qui… ma lo farò con dovizia nel prossimo post!!!

Buon anno e buoni propositi

Dell’anno che è passato porterò sempre nel cuore l’unicità di tanti momenti, le grandi gioie e le infinite paure del mio essere mamma.

Il 2018 cominciò con il mio malessere post parto, le colichette del mio piccolino, l’incapacità di capire quando il latte fosse caldo al punto giusto e la consapevolezza che, da quel momento, non sarei più riuscita a dormire tranquilla (…e tanto è stato!).

Il 2019 è iniziato con la marcia bassa: niente feste straordinarie e modaiole, ma semplicemente, serenamente e felicemente, la famiglia.

Ho imparato che ora è così, ma possono bastare pochi istanti a stravolgere una vita, nel bene e nel male! È quindi molto saggio godersi chi c’è ed essere grati per quello che si ha!

So che quest’anno mi chiamerà a fare scelte difficili e a prendere decisioni molto importanti: questo per me è un terreno un po’ scivoloso perché non sono molto brava a fare “la scelta giusta”, perciò lavorerò affinché questo sia l’anno della lentezza e del minimalismo: mi impegnerò a vivere lentamente e consapevolmente ogni istante, concentrandomi sull’adesso e non su passato o futuro.

Vorrei anche ripulire la mia quotidianità da tutto l’eccesso, oggetti, sensazioni, parole, orpelli, cose inutili e, perché no, anche conoscenze potenzialmente dannose.

Mi impegnerò con costanza, perché queste sono le chiavi che aprono ogni porta: impegno e perseveranza.

A tutti voi auguro una buona dose di impegno e costanza per raggiungere i vostri obiettivi e realizzare i vostri desideri.

Buon anno!!!!

Facebook si, Facebook no!

Se ne discuteva proprio stamattina!

Io dico: Facebook si.

Superiamo la visione (ormai troppo radicata) del “social=cazzeggio”!!!! Sui social si trovano contenuti interessanti, belle persone e strumenti di crescita personale: basta saper cercare e poi scegliere tra ciò che si è trovato!

Se poi si preferisce accodarsi e partecipare al vociare delle “oche da condivisione cieca e selvaggia” e delle “galline 🐔 da social” (e Facebook ne è pieno!!!), ci si qualifica per quello che si è: abitanti di pollaio!!!

…ma la colpa di tutto ciò non è certo di Facebook!!!

Halloween si, Halloween no!

Oggi avrà il suo culmine la protesta annuale delle mamme contro la mascherata carnevalesca di Halloween.

Premetto che mio figlio è troppo piccolo per mascherarsi e premetto anche che il papà di Alessandro ed io siamo entrambi cattolici, quindi lui sarà inevitabilmente educato alla religione Cristiana; quello che mi chiedo è questo: è davvero necessario armare tutta questa polemica contro una zucca intagliata, due ragni e qualche costume da fantasma?

Analizziamo la situazione: i piccoli, questa sera, si camufferanno perché attirati dalla “favola” di Jack O’Lantern, senza pensare a tutta la dietrologia che si cela alle spalle di questa “fiaba” anglosassone (si …perché le prime zucche sono partite da lì e l’America le ha solo adottate quando le sono state portate in casa!).

Storie di riti strani, satanismi vari, invocazioni di chissà cosa e altro ben peggio, che non mi va di citare qui, non appartengono al mondo dei bimbi ma piuttosto a quello degli adulti! E sicuramente non sono arrivate con Halloween, ma piuttosto le tenevamo “in casa” già da prima!!!

Io, da cattolica, condanno fermamente le stragi compiute all’ombra della nostra croce (crociate e martiri vari, anche attuali, purtroppo) che, spogliata del suo unico e originale messaggio di amore (si, perché Gesù diceva «amatevi gli uni, gli altri, come Io ho fatto con voi»), è stata strumentalizzata per legittimare soprusi e violenze di ogni genere: per cosa?

Per annullare l’altro, forse? Per schiacciare gli infedeli? Per difendere la nostra croce o per farne uno strumento di potere? Manzoni avrebbe detto “ai posteri l’ardua sentenza”, io dico che i posteri siamo noi ma ancora non riusciamo a liberarci di una miopia che ci impedisce di sorridere di fronte all’altro e alla sua cultura!

La risposta è sempre l’amore e, aggiungo, la disponibilità al dialogo e all’abbraccio delle altre culture, come arricchimento personale e non come rimpiazzo della nostra cultura!

Mi dispiace, non sono una mamma estremista e pronta alla guerra: a mio figlio insegnerò a vivere in pace, ad approcciarsi all’altro con la curiosità di chi vuole scoprire il mondo anche con un semplice invito a cena a casa di uno straniero, a trasformarsi in un simpatico fantasmino la sera di Halloween nella consapevolezza che si tratta solo di un gioco e che tale deve rimanere.

L’importante, secondo me, è parlare con i piccoli, spiegare loro la natura di queste ricorrenze, far capire loro che “mascherate” come questa sono di altre culture e che per una sera possiamo partecipare ad una festa all’americana, ma senza dimenticare chi siamo e come è fatta la nostra cultura!

Smettiamo di demonizzare Halloween perché più continua questa nuova “crociata” è più si dà importanza e appetibilità a questa “goliardata mostruosa”.

Lasciamo essere Halloween quello che è!!! Smettiamola di alzare muri… che tanto i fantasmi li oltrepassano ugualmente 😊

Nulla vieta che il giorno dopo Halloween possiamo festeggiare la ricorrenza di Ognissanti e il giorno dopo ancora recarci a portare rispetto ai nostri morti!

Nessuno vieta l’integrazione del mondo… siamo noi stessi, con il nostro estremismo e con la nostra paura di perdere qualcosa (o perdere noi stessi???), ad impedirci di vivere bene!

Allora io dico: Halloween? Perché no!

Stasera per tutti gli spiritelli che busseranno alla mia porta ci sarà un dolcetto e domani provvederemo a togliere le ragnatele… e magari potessimo farlo anche dentro di noi!!!

L’odore del latte appena bollito

Quando ero bambina adoravo l’autunno.

Vivevo nella casa al paesello, in montagna: il pomeriggio lo passavo con mia nonna vicino alla stufa “economica” accesa, respirando quel profumo straordinario di legna asciutta e scorze d’arance.

Ogni sera mia nonna metteva una piccola teglia con qualche mela cosparsa di zucchero dentro al forno della stufa e l’odore delle mele cotte caramellate si mescolava a quello del fuoco acceso.

Prima di cena, quando già era tornata la mamma da lavoro, vedevo lei e nonna armeggiare in cucina per preparare la cena: un piccolo lembo della routine di casa mia era la bollitura del latte che mia nonna aveva comprato la mattina.

Avete idea di quanto sia buono e avvolgente l’odore del latte appena bollito?

Avete mai assaggiato la schiuma del latte bollito?

Avete mai inzuppato un biscotto in quel latte caldo?

La mia infanzia sapeva di questo… e mi manca tanto: sì, nell’era del latte che non si deve bollire, del microonde che va più veloce, dei prodotti pronti, del latte senza lattosio e senza latte, del liofilizzato che lo metti in acqua a 37’ e sembra latte vero, mi manca l’odore del latte caldo e il suo sapore.

Mi manca quel calore che sentivo dentro le ossa nella cucina di casa, mi manca la sensazione di essere “al sicuro” mentre fuori piove forte o tira vento… e mi dispiace perché forse mio figlio non saprà mai che sapore ha il latte appena bollito ne che odore ha la stufa accesa con le mele che ci cuociono dentro.