Insegnare ai bambini a gestire le emozioni negative attraverso le favole

Il lupo cattivo, diventato vegetariano (…e buono), fa da badante alla nonna di Cappuccetto rosso e la sua mamma, d’altro canto, uscita da una storia di maltrattamenti da parte del padre di Cappuccetto (grazie al cielo morto!), incontra il papà (buono) di Hansel e Gretel, compagni di scuola di Cappuccetto e pure loro maltrattati dalla matrigna (morta anche lei), i due si innamorano e… “vissero felici e contenti”!

La nostra favola della buonanotte funziona su per giù così, tra torte di mele, lupi collaborativi e intelligenti e lieto fine!

Ho letto che i Danesi, popolo che in merito alla felicità ha davvero qualcosa da dire, non addolciscono i finali delle fiabe che raccontano ai bimbi perché, a detta loro, i piccoli devono imparare a uccidere i loro mostri e la loro tristezza attraverso la fantasia, per poi saperlo fare anche da adulti e nella vita reale.

Diciamo anche che i Danesi, popolo che stimo e al quale mi ispiro moltissimo specialmente ultimamente (…sto abbracciando la filosofia Hygge, sapete??? Poi vi racconto…), sono quelli che hanno fondato gli asili nel bosco e che ai figli non dicono “attento che cadi”, ma piuttosto “Dai che ce la fai!”, mentre per noi, mamme italiane, dotate di un “modello educativo-culturale-ansiogeno” vecchio di secoli e pesante come il sugo della polenta con le costatelle di maiale, liberarsi dei legacci del passato non è sempre facile!

Ho chiesto aiuto ad una delle mie più care amiche: Donatella, plurilaureata, quasi psicologa, educatrice e, soprattutto, donna poco Barbie e molto concreta!

È giusto tenere i bimbi al riparo da emozioni ed eventi tristi, negativi, difficili, cupi… oppure sarebbe bene lasciare che i piccoli imparino a gestire ogni forma di sensazione, emozione?

E’ giusto che i bambini imparino a vivere le emozioni attraverso il contenimento genitoriale.
Il bambino da solo non può gestire un evento difficile ma può essere accompagnato e contenuto!

Bella risposta… ma, tradotto in parole povere e gesti concreti, che si deve fare?

Dipende dalla verità che gli si deve far comprendere: situazioni “troppo complicate” e, magari, anche estreme, dovrebbero essere filtrate e comunque raccontate in un’età nella quale il bambino ha gli strumenti per metabolizzare la gravità delle cose che gli stai dicendo, ma parliamo di casi estremi.
In linea generale è sempre meglio non lasciarli soli ad affrontare verità troppo “difficili”, per quello ti dicevo che i bambini vanno “contenuti” e supportati affinché non si ritrovino da soli ad affrontare qualcosa che non comprendono e che fondamentalmente non sanno gestire.
Il bambini è un bambino e va protetto, ma questo non significa nascondere a tutti i costi la verità: ciò che accade si può e si deve dire, ma il bambino deve recepire un messaggio che lui è capace di analizzare e assorbire. E’ l’adulto che si deve fare carico della situazione “gravosa” e filtrarla con semplicità, affinché il bimbo riesca ad affrontarla, gestirla e superarla.
Oggi, ad esempio, tendiamo a nascondere la morte e a demonizzarla: prima, al contrario, i bambini affrontavano la morte con la stessa semplicità con cui affrontavano la vita.

Come vediamo, quindi, le favole possono essere dei validi alleati per aiutare i più piccoli a gestire emozioni negative, situazioni di disagio e momenti di paure, permettendo loro di affrontarli su territori che conoscono.

I “nostri” Hansel e Gretel” prima di vedersi di nuovo riuniti in una famiglia con una mamma buona (quella di Cappuccetto Rosso), un papà e una sorellina acquisita (Cappuccetto Rosso), hanno dovuto comunque subire la violenza della loro matrigna e lottare per sopravvivere alla vecchia megera che voleva farli al forno.

Per quanto mi riguarda, quando rielaboro le favole per il mio bimbo, il lieto fine non lo faccio mancare mai: è vero che nella realtà troppo spesso l’happy end non c’è, ma il mio obiettivo è di condire sempre le nostre storie con un pizzico di “speranza”di cambiamento, di benessere, di felicità, per far passare un messaggio positivo, della serie… forza e coraggio, possiamo tornare a sorridere SEMPRE!!!

Grazie Donatella per aver risposto alle mie domande… e alla prossima favola!!!

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